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Case vacanze al Mare

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There are no comments - What do you think?  Posted by admin - March 22, 2011 at 2:13 pm

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Alì

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Sorge in collina e dista circa 30 km dal capoluogo. Sorge alle pendici del colle Sant Elena tra i monti Peloritani a 450 metri s.l.m.Per la sua posizione è stato definito “una veranda pensile sullo Jonio”.Sorge in collina e dista circa 30 km dal capoluogo. Sorge alle pendici del colle Sant Elena tra i monti Peloritani a 450 metri s.l.m.Per la sua posizione è stato definito “una veranda pensile sullo Jonio”.

Storia

Le uniche notizie sulla storia antica e medioevale di Alì ci sono riferite dal frate Cappuccino aliese frà Serafino d’Alì (1701-1768), il quale nel 1754 stilò un prezioso manoscritto intitolato Della Storia di Alì e suo territorio, ovvero sua fondazione ed origini e quanto in essa si racchiude e si contiene recante interessanti notizie sulle origini di questo paese.Secondo questo antico manoscritto, Alì sarebbe stata fondata, nel 638 a.C., da colonizzatori greci provenienti dall’Elide, regione della Grecia situata nella parte occidentale del Peloponneso. L’originario abitato era situato sull’attuale Piano Mollerino, molto vicino al Promontorio d’Alì ed a breve distanza dal mare. Successivamente, forse a causa di scorrerie piratesche, l’abitato di Piano Mollerino venne abbandonato, si optò per un sito senza dubbio più sicuro: l’altipiano in cima al Monte Scuderi. Purtroppo anche tale collocazione non si rivelò tra le migliori, essendo estremamente esposta ai venti ed alle intemperie, soprattutto nei freddi mesi invernali. Si decise di spostare l’abitato in un terzo sito, alle pendici del Monte Sant’Elena, quello attuale, ove la cittadina crebbe e prosperò.La cittadina di Elis, così chiamata dai suoi abitanti in ricordo della Madrepatria, era posta sotto la giurisdizione della polis greca di Zancle. Con molta probabilità, gli abitanti dell’antica Elis erano dediti all’agricoltura e specializzati nello sfruttamento delle ricche risorse minerarie del territorio circostante.Nel 250 a.C., in occasione della Prima Guerra Punica, che vide contrapposti i Romani, alleati dei Mamertini padroni di Messina, contro i Cartaginesi alleati di Siracusa; Elis subì la distruzione da parte dei siracusani guidati dal Tiranno Gerone II. Dopo questo drammatico evento non abbiamo più notizie storiche sull’antica Elis. Non sussistendo informazioni riguardanti l’età Romana, Bizantina e Araba.Nel 1093, il re Ruggero I di Sicilia, concesse i villaggi di Alì ed Itala ai monaci basiliani del monastero dei Santi Pietro e Paolo di Itala, l’Abate di quel monastero divenne così Barone di Alì e Itala, esercitando sui due villaggi il potere di mero e misto imperio. Il centro di Alì (e quello vicino di Itala) era posto sotto la giurisdizione ecclesiastica dell’Archimandrita di Messina, nel 1468, venne inglobato nella minuscola diocesi archimandritale di Savoca.Durante tutto il XVI secolo, Alì conobbe un periodo di grande sviluppo economico, edilizio e demografico; grazie ai proventi derivanti dall’estrazione mineraria e dalla coltivazione dell’olivo. Proprio in questo secolo sorsero l’attuale Duomo di Sant’Agata (1565) e il Convento dei Cappuccini (1574). Rapporti privilegiati sussistevano tra Alì e Messina, tanto che la città dello stretto “non isdegnava ad ammettere Alì al godimento di molti suoi privilegi ed anco al concorso dell’annua senatoria elezione“. In più, le famiglie aliesi più facoltose erano imparentate con quelle dell’aristocrazia messinese del tempo.In occasione della Rivolta antispagnola di Messina del 1674/’78, Alì, come Fiumedinisi e Savoca, rimase fedele alla Monarchia spagnola, di conseguenza subì la devastazione ed il saccheggio ad opera dei Messinesi; inoltre Alì, in quell’occasione venne inserita nel novero dei centri posti sotto la giurisdizione militare di Savoca. A causa di tali eventi, come riporta frà Serafino, “cadde senza più salire alla primitiva grandezza“. E’altresì doveroso ricordare che i rapporti tra Alì e il Convento Basiliano di Itala non furono mai idilliaci; sulla questione delle rendite si accesero gravi controversie, la più famosa fu quella sui diritti sulla sansa che si trascino per tutto il Settecento, concludendosi nel 1799.AlìLe fonti di frà Serafino riferiscono che fu proprio nel 1746 che in località Piano Mollerino, si rinvennero numerosi reperti archologici consistenti in resti di edifici, ceramiche, monete, sepolture e scheletri umani.Il terremoto del 1783 causò alcuni danni all’abitato, il paese si risollevò, ma dopo di ciò iniziò lo spopolamento verso la Marina di Alì. Tra il settecento e l’Ottocento questo paese venne scoperto dai viaggiatori europei per le sue fonti termali che sono attive ancora oggi.Nel 1818, dopo l’abolizione del feudalesimo in Sicilia, la Terra d’Alì divenne comune di Alì; la cittadina venne inserita nel Distretto di Castroreale e divenne capoluogo dell’omonimo circondario. Nel 1911, la frazione di Alì Marina si staccò dal capoluogo collinare, dando origine all’attuale comune di Alì Terme.Tra la fine del XIX secolo ed il XX il paese di Alì è stato sede di diverse industrie: si ricordino quella del ghiaccio, del gesso e delle cassette per imballaggio.Questo piccolo comune collinare, tra il 1911 ed il 1960 ha assunto il nome di Alì Superiore, dal 1960 in avanti ha riassunto il primitivo nome di Alì.

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There are no comments - What do you think?  Posted by admin - May 23, 2011 at 7:47 pm

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Alì Terme

L’abitato di Alì Terme sorge lungo la costa jonica ai piedi di un contrafforte montuoso del versante sud-est dei monti Peloritani che si allunga sul mare e prende il nome di Capo d’Alì. Il paese dista circa 24 km dal capoluogo. La sua spiaggia è costituita da ghiaia fine e si svolge in direzione nord-sud.L’insediamento di Alì sembra risalga ai greci e al 638 a.C. La presenza delle acque termali fu probabilmente alla base della sua fondazione.

Alì Terme

Alì Terme

Le terme di Granata risultano già note al tempo dei romani che le apprezzavano per il potere curativo delle loro acque termali. Anche il filosofo Cartesio parlò di queste acque ottime contro l’artrite. Il comune si formò nel 1911 prendendo il nome di Alì Marina. Venne soppresso e accorpato, nel 1928, con quello di Alì. Nel 1946 riprese l’autonomia e l’antico nome di Alì Marina ma nel 1954 questo venne cambiato nell’attuale Alì Terme per sottolinearne la presenza di stabilimenti termali.Alì Terme è un centro balneare e termale. Le sue attività economiche principali sono basate sull’agricoltura e sull’artigianato in particolare del rame e del ferro battuto. Ancora diffusa è l’antica produzione artigiana dei cappelli di paglia.Ad Ali Terme la specialità culinaria è l’ampanata di pesce spada una sorta di focaccia di pasta frolla con ripieno di pesce spada e verdure.

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Categories: Alì TermeComuni della Sicilia   Tags: 

Giardini Naxos

Nell’attuale collocazione di Giardini-Naxos, presso Capo Schisò, nel 734 a.C.dei coloni calcidesi fondarono quello che è da tutti ritenuto il primo insediamento greco in Sicilia. Alla nuova colonia venne attribuito il nome diNaxos come l’omonima isola nel Mar Egeo. Nonostante rimase un centro di modeste dimensioni mantenne il suo valore simbolico,

Giardini Naxos

Giardini Naxos

in quanto venne eretto un altare in onore di Apollo Archegetes, questo era il punto di partenza degli ambasciatori greci in ritorno alla madrepatria. Durante la Guerra del Peloponneso Naxos si schierò con Atene, ma quando nel 403 a.C. la spedizione militare ateniese in Sicilia fallì, il tiranno siracusano Dionigi il Vecchio la fece radere al suolo e fece costruire sull’altura sovrastanteTauromenion(Taormina). Il territorio venne donato ai Siculi e gli abitanti furono venduti come schiavi. Il nome Naxos permase nel tempo anche inepoca romana e nell’Itinerario Antonino del III secolo d.C. viene citato come località per lo scambio di cavalli lungo la strada consolare in direzioneSiracusa. Nel periodo bizantino sulle spoglie della colonia greca si andò a formare un piccolo centro abitato, questo diventò l’approdo strategico per la vicina Taormina. Il periodo di dominio arabo ha lasciato numerosi toponimi come quello del vicino fiume Alcantara o dello stesso Capo Schisò. 

La marina

Durante il XV secolo nelle campagne adiacenti al centro abitato si diffuse la coltivazione della canna da zucchero e il paese iniziò ad essere militarmente protetto grazie alla costruzione di un torrione quadrangolare sull’estremità di Capo Schisò, della Torre Vignazza e all’ampliamento di un vecchio castello medievale. Nel 1719 per il crescente numero di abitanti si formò la comunità parrocchiale intitolata a Maria Santissima della Raccomandata. Giardini dal 1º gennaio 1847 ottenne l’autonomia da Taormina e nell’agosto del 1860 dalla sua baia partì Garibaldi con la sua truppa per dirigersi sulle coste calabresi. Dall’800 in poi nel territorio si svilupparono, oltre che la pesca, attività legate all’agricoltura, soprattutto di agrumi, all’artigianato in ferro battuto e in ceramica. Negli ultimi decenni queste attività sono quasi del tutto scomparse e si è cercato di riconvertire l’economia del paese guardando verso il turismo come principale fonte di sostentamento, costruendo strutture ricettive e sfruttando la vocazione turistica del litorale. 

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There are no comments - What do you think?  Posted by admin - May 22, 2011 at 10:18 pm

Categories: Comuni della SiciliaGiardini NaxosIn Sicilia   Tags: 

Letojanni

Letojanni è un’importante località turistica siciliana, grazie alle sue spiagge e al suo lungomare, recentemente risistemato.La città offre inoltre diversi punti d’interesse turistico.Nella centrale piazza Durante, circondata da palme, si erge una statua diFrancesco Durante, chirurgo di fama mondiale e senatore del Regno d’Italia, nato nel borgo il 29 giugno 1844.

LetojanniLetojanni

La statua, opera in bronzo dello scultore palermitano Ettore Ximenes, fu inaugurata quando il Senatore era ancora in vita il 23 maggio 1923, nel corso di una solenne cerimonia, alla quale presenziarono alcuni ministri del governo nazionale. A Francesco Durante è oggi intitolato un dipartimento di scienze chirurgiche presso il Policlinico Universitario “Umberto I” di Roma (Ateneo dove insegnò per quasi mezzo secolo e diresse, da Maestro indiscusso, la Clinica chirurgica).La piazza è dominata dalla chiesa parrocchiale, intitolata a san Giuseppe,patrono della cittadina. La chiesa originaria venne eretta nel XVIII secolo,

Letojanni chiesa san GiuseppeLetojanni chiesa san Giuseppe

quando fungeva da filiale della Matrice San Teodoro di Gallodoro. Distrutta in seguito al violento terremoto del 1908, la chiesa fu momentaneamente accolta in una struttura in legno costruita dove oggi sorge l’Istituto comprensivo. Il nuovo edificio fu inaugurato solennemente il 19 marzo 1931, giorno della festa di san Giuseppe.Di pregiata fattura gli affreschi che adornano il tetto. I mosaici, eseguiti dalla ditta Eredi di Michele Mellini, rappresentano nell’abside centrale Cristo risorto tra Maria e Giuseppe (1981), i Sette Sacramenti (1992) e la Pentecoste (1996). All’interno della chiesa sono custoditi L’agonia di San Giuseppe (un dipinto, olio su tela, di Franciamore del 1878 donato alla chiesa dal prof. Francesco Durante, restaurato nel 2005) ed un dipinto del ’700 raffigurante La Pietà.In Piazza Cagli è visibile un Diogene di Corrado Cagli, maestro anconetano, legato a Taormina ed al suo hinterland. 

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Taormina

Il palcoscenico del teatro greco

Sull’origine di Taormina (Tauromenion,Tauromenium) molte sono le notizie, ma incerte per documentazione eattendibilità.Diodoro Siculo nel 14° libro[14° libro, di che opera?] attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo diagricoltura e di allevamento dibestiame, già prima dello sbarco deiGreci di Calcide Eubea nella baia di Taormina (753 a.C.), dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos(odierna Giardini Naxos), la prima colonia greca di Sicilia. Dionisio di Siracusa, di origine dorica, ed alleato di Sparta nella guerra contro Atene, tollerò per poco tempo la presenza degli Jonici di Calcide Eubea a Naxos, alleati di Atene, ma successivamente mosse contro di essi che andarono ad occupare la parte a valle del Monte Tauro, 
in cui vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano precedentemente insediati da Naxos.Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.) i nassioti in massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei Cartaginesi, alleato degli Jonici contro i Dorici, perché il colle era da considerarsi fortificato per natura. Poiché il tiranno di Siracusa voleva riprendersi con violenza il territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva loro di diritto, poiché i propri antenati Greci ne avevano già preso possesso prima di loro stessi, scacciando gli abitanti locali.

Afferma Vito Amico che la suddetta versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16° libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l’eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle “dalla forma di toro”, e di conseguenza il nascente abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere[2].Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dagli Zanclei e dai Nassi. Ciò chiarirebbe in qualche modo, l’affermazione di Plinio, il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.Secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. Nel 345 a.C. Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l’appoggio militare al fine di sostenere la libertà dei Siracusani. 

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